Descrizione immagine
Descrizione immagine
Descrizione immagine
Descrizione immagine

Intolleranze alimentari e allergie: un po' di chiarezza

 

La maggior parte delle persone può mangiare senza problema alcuno la gran parte dei cibi. Una piccola parte della popolazione soffre invece di disturbi, di vario genere, legati all'assunzione di determinati alimenti.

I disturbi o reazioni avverse legate agli alimenti possono manifestarsi in vario modo, da una leggera eruzione cutanea, a mal di testa e dolori addominali, fino ad una risposta allergica di grave entità (shock anafilattico)

 

...continua a leggere

Descrizione immagine
Descrizione immagine

Fruttosio = Grasso?

 

Il gusto del dolce negli esseri umani è già presente alla nascita. Alimenti dolci sono fortemente favoriti nella dieta quotidiana risultando estremamente gradevoli al palato.

Nei paesi industrializzati però le persone tendono a sovralimentarsi e con l'avvento di nuovi cibi industriali, tendono a scegliere quelli più appetibili e più velocemente disponibili.

 

...continua a leggere

Descrizione immagine
Descrizione immagine

Caffè e Malattie Cardiovascolari                

 

Un recente studio, pubblicato nel Journal of the American College of Cardiology a settembre 2013, ha cercato di svelare la correlazione tra consumo abituale di caffè e malattie cardiovascolari.

 

Il caffè, dopo l'acqua è la bevanda più consumata a livello mondiale ed è la principale fonte di assunzione di caffeina tra gli adulti. Gli effetti biologici del caffè sulle malattie cardiovascolari non sono correlati solamente al contenuto di caffeina. Infatti il caffè contiene centinaia di composti biologicamente attivi (tra i quali, numerosi antiossidanti) e gli effetti sulla salute del consumo abituale di caffè richiedono una valutazione approfondita.

 

Dallo studio è emerso che il consumo abituale e moderato di caffè può ridurre il rischio di diabete di tipo 2 (insulino indipendente) e l'ipertensione, così come l'obesità e la depressione.

Tali dati, se sommati a quelli di studi passati, suggeriscono che bevitori abituali di caffè (2-3 tazze di caffè al giorno) vedono ridurre il rischio di mortalità causato da malattie cardiovascolari.

Ma si deve tener conto anche dei potenziali effetti negativi (che sono invece legati al contenuto di caffeina) tra cui ansia, insonnia, tremori, palpitazioni.

 

O'Keefe JH et al., Effects of habitual coffee consumption on cardiometabolic diseade, cardiovascular health, and all-cause mortality. J Am Coll Cardiol, 62(12), 1043-51 (2013)

 

 

Descrizione immagine
Descrizione immagine

Ruolo dell'assunzione di acqua nella perdita del peso

 

Se la tendenza mondiale, che riguarda anche gli italiani, è l'aumento di persone in sovrappeso ed obese, è necessario trovare strategie sempre più diversificate, ma anche a portata di mano, per poter frenare questa ascesa.

 

Aumentare il consumo di acqua giornaliera è una strategia ampiamente riconosciuta per il controllo della fame durante i pasti (maggior senso di sazietà).

Ciò che non si conosceva fin'ora sono i dati.

Tutto parte da uno studio del 2008, tra i primi sull'argomento, fino ad arrivare ad oggi con altre ricerche che hanno permesso di osservare come individui sottoposti a dieta ipo- o normocalorica perdessero più velocemente peso a seguito di assunzione di acqua.

 

In particolare in uno studio del 2010, gli individui sono stati suddivisi in due gruppi. Entrambi i gruppi avevano lo stesso apporto calorico (dieta ipocalorica) ma uno dei due beveva acqua prima e durante ogni pasto. L'altro gruppo no.

Al termine dell'esperimento è emerso che, nonostante le calorie giornaliere fossero le stesse (dieta identica per i due gruppi) il gruppo che beveva acqua prima del pasto perdeva più velocemente peso rispetto all'altro.

 

 

- Stookey JD et al., Drinking water is associated with wetght loss in overweight dieting women independent of diet and activity. Obesity, 16(11), 2481-8 (2008)

- Dennis EA et al., Water consumptionn increases weight loss during a hypocaloric diet intervention in middle-aged and older adults. Obesity, 18, 300-307 (2010)

 

Descrizione immagine