Un recente studio, pubblicato nel Journal of the American College of Cardiology a settembre 2013, ha cercato di svelare la correlazione tra consumo abituale di caffè e malattie cardiovascolari.

Il caffè, dopo l’acqua è la bevanda più consumata a livello mondiale ed è la principale fonte di assunzione di caffeina tra gli adulti. Gli effetti biologici del caffè sulle malattie cardiovascolari non sono correlati solamente al contenuto di caffeina. Infatti il caffè contiene centinaia di composti biologicamente attivi (tra i quali, numerosi antiossidanti) e gli effetti sulla salute del consumo abituale di caffè richiedono una valutazione approfondita.

Dallo studio è emerso che il consumo abituale e moderato di caffè può ridurre il rischio di diabete di tipo 2 (insulino indipendente) e l’ipertensione, così come l’obesità e la depressione.

Tali dati, se sommati a quelli di studi passati, suggeriscono che bevitori abituali di caffè (2-3 tazze di caffè al giorno) vedono ridurre il rischio di mortalità causato da malattie cardiovascolari.

Ma si deve tener conto anche dei potenziali effetti negativi (che sono invece legati al contenuto di caffeina) tra cui ansia, insonnia, tremori, palpitazioni.

O’Keefe JH et al., Effects of habitual coffee consumption on cardiometabolic diseade, cardiovascular health, and all-cause mortality. J Am Coll Cardiol, 62(12), 1043-51 (2013)